Analisi del divario interno
Di admin • 6 novembre 2007Abbiamo finora parlato del Digital Divide come frattura fra diverse aree e regioni del nostro pianeta. Esiste, però, un Digital Divide interno alle nazioni che si sviluppa e divide i diversi gruppi sociali. Queste differenze sono riscontrabili anche in paesi ad alto reddito. Le ragioni di queste differenze, così come dimostrate in alcune ricerche, sono molteplici e di vario tipo: razza, reddito, locazione geografica, educazione, età, genere e inabilità.
Anche in Italia può essere riscontrato, su più livelli, un divario digitale interno. Le maggiori differenze emergono quando si considerano le fasce di età degli utenti che frequentano Internet.(fig. 1).

Fig. 1 – Utenti Internet in base all’età in Italia – Fonte: www.gandalf.it (2007)
Si nota subito come, da un lato, la maggior parte degli utenti di Internet non superi i quarant’anni di età pur non essendo la fascia più ampia di età rispetto alla popolazione italiana mentre, dall’altro lato, gli ultra-sessantenni, maggiori per numero nel nostro paese, utilizzino Internet solo in minima parte.
Altre differenze si possono riscontrare in base al reddito, al sesso e per livello di istruzione. Se per quanto riguarda reddito e sesso il divario sembra in via di superamento, quello relativo al livello di istruzione conferma le tendenze degli ultimi anni (comuni a quasi tutti i paesi) con una concentrazione di utenza coincidente con i livelli più alti di istruzione. (Fig. 2 e 3)

Fig. 2 – Percentuale di donne in rete in Italia – Fonte: www.gandalf.it (2007)

Fig. 3 – Utenti Internet in base al reddito in Italia – Fonte: www.gandalf.it (2007)
Nel nostro paese il divario assume diverse forme a seconda del punto di vista dal quale si osserva. Se, da un lato, gli impiegati pubblici o privati, avvantaggiati da una connessione ad Internet sul posto di lavoro, fanno molto uso di Internet durante le ore lavorative, dall’altro, altre fasce di lavoratori quali, per esempio, operai e agricoltori, non possiedono, in larga misura, connessioni ad Internet o non ne fanno un uso abituale (Fig. 4 e 5).

Fig. 4 – Percentuali di utenti Internet in Italia in base al tipo di attività – Fonte: www.gandalf.it (2007)

Fig. 5 – Percentuali di utenti Internet in Italia in base al tipo di lavoro – Fonte: www.gandalf.it (2007)
Dai grafici appare chiaro che il tipo di attività lavorativa ha un peso determinante nel definire l’utilizzo che si fa della rete. I lavoratori formano il 65% dell’utenza Internet in Italia (l’85% se si comprendono gli studenti); in particolare chi svolge un’attività “di ufficio” rappresenta il 46% dei fruitori della rete e l’81% delle connessioni dal posto di lavoro.
Grazie all’uso del computer sul posto di lavoro le competenze digitali sono ampliate e sviluppate incrementando anche le possibilità di un utilizzo domestico di un PC.
Tag:digital-divide, internet, italia, lavoro, social-divide
admin è Roberto Filippi, nato a Palermo nel 1981 e residente ad Alcamo (TP). Laureando in "Lingue Moderne per il Web" presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo.
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